6a) Copernico. La natura dell'astronomia.
Questa specie di introduzione non compare che in un manoscritto,
che solo nel secolo scorso fu riconosciuto originale di Copernico.
Essa  un inno alla bellezza dell'universo (il dio visibile) e
alla grande dignit dell'astronomia, scienza pi divina che
umana.
N. Copernico, De revolutionibus orbium coelestium (pagina 37).

Molte e svariate sono le passioni per le lettere e per le arti che
valgono a corroborare l'ingegno degli uomini; ma fra esse io
reputo che si debbano abbracciare e coltivare con l'amore pi
grande quelle che concernono le cose che in massimo grado sono
belle e meritevoli di essere conosciute. E sono tali quelle che
trattano a fondo i divini movimenti dell'universo e il corso degli
astri, le loro grandezze e distanze, il loro sorgere e tramontare,
e le cause di tutti gli altri fenomeni celesti, e che ne spiegano
infine l'intera armonia. Che cosa c' infatti di pi bello del
cielo, il quale contiene per l'appunto cose (che sono) tutte
belle? E perfino le stesse parole Cielo e Mondo stanno a
significarlo; in latino infatti con questa si indica ci che 
pulito e ornato, con quella ci che  cesellato. Per l'assoluto
superiorit del cielo, la  maggior parte dei filosofi chiamarono
nello stesso modo il dio visibile. Pertanto se si volessero
classificare le varie arti sulla base della materia di cui
trattano, sarebbe di gran lunga la prima questa che certuni
chiamano astronomia, altri astrologia, mentre molti degli antichi
la chiamano addirittura la somma delle matematica. Proprio questa
per l'appunto, alla testa delle arti liberali, la pi degna per un
uomo libero,  sostenuta dal concorso di quasi tutte le branche
della matematica. Aritmentica, Geometria, Ottica, Geodesia,
Meccanica e altre ancora, se ne esistono, sono tutte tributarie di
quella. E siccome  proprio di tutte le arti migliori tenerci
lontani dai vizi e dirigere la mente dell'uomo verso cose pi
buone, questa, oltre a procurare un incredibile piacere dello
spirito, pu assicurare tutto ci pi copiosamente. Infatti, forse
che non sar stimolato verso le cose migliori e verso
l'ammirazione per l'artefice di tutte le cose nel quale vi 
l'intera felicit e tutto il bene, colui che, con assidua
contemplazione e addirittura con familiarit, star appresso a
queste cose, e le vedr ordinate nel migliore dei modi e guidate
dal disegno di Dio? E non  forse vero che il divino salmista non
avr parlato invano dicendo di aver gioito della creazione di Dio
e che ci si deve esaltare per le opere delle sue mani, se con
questi mezzi, che fungono quasi da tramite, siamo condotti alla
contemplazione del sommo bene? Che grande utilit e che gran
decoro rechi poi l'astronomia alla cosa pubblica - per tralasciare
gli innumerevoli servigi che presta ai privati - in modo
eccellente lo insegna Platone, che nel settimo libro delle Leggi
ritiene che essa sia da coltivare in sommo grado, in quanto che
per merito suo, essendo i giorni ordinati in mesi e in anni, anche
i tempi per le solennit e per i sacrifici risultano al loro
posto, e questo rende la comunit viva e vigile; e se qualcheduno
- aggiunge Platone - dicesse che essa non  necessaria all'uomo
che si accinge ad impadronirsi di un'altra qualunque delle
dottrine pi elevate, penserebbe nel pi stolto dei modi; e
ritiene che sia ben lungi dal diventare divino o dall'essere
chiamato tale chi non abbia le necessarie cognizioni del Sole,
della Luna e degli altri astri.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, volume
dodicesimo, pagine 97-99.

G. Zappitello, Antologia filosofica, Quaderno secondo/1. Capitolo
Due.
6b) Copernico. L'Universo  sferico come pure la Terra.
E' interessante notare, nell'elenco dei motivi addotti da
Copernico per giustificare la sua convinzione che la Terra 
rotonda, la differenza fra quelli aprioristici e quelli derivati
dall'esperienza. I primi appaiono presentati come i pi
convincenti. I corpi divini sono semplicemente quelli celesti.
N. Copernico, De revolutionibus orbium coelestium (pagine 37-40).

Prima di tutto bisogna notare che il mondo  di forma sferica, sia
perch questa forma in quanto rappresenta una totalit in s
compiuta  la pi perfetta di tutte; sia perch  la pi capace di
tutte le figure ed  quindi la pi adatta a contenere e conservare
tutte le cose, sia perch anche le altre singole parti del mondo,
cio il Sole, la Luna e le stelle, appaiono in tale forma; sia
perch tutte le cose tendono ad assumere questa forma, come accade
alle gocce d'acqua ed agli altri corpi liquidi, allorch tendono
ad essere definiti dai propri confini. Cosicch nessuno potr
mettere in dubbio che tale forma sia attribuita ai corpi divini.
Anche la Terra  sferica poich da ogni parte si appoggia sul suo
centro. E per quanto la rotondit della superficie non appaia
evidente a prima vista a causa dell'altezza dei monti e della
profondit delle valli, ci tuttavia non pregiudica affatto la sua
forma rotonda. Il che viene dimostrato in questo modo. Per coloro
che vanno verso Settentrione, da qualunque parte provengano, il
polo visibile della rotazione diurna si eleva progressivamente,
mentre l'altro, dalla direzione opposta, si abbassa di
altrettanto; sempre pi numerose sono le stelle, che stanno
attorno alle settentrionali, che non si vedono pi tramontare,
mentre verso Sud, sempre pi numerose sono quelle che non si
vedono pi sorgere. Cos l'Italia non scorge Canopo [a Carinae]
che  ben visibile all'Egitto, mentre l'Italia a sua volta vede
l'ultima stella del Fiume[a Eridani] che la nostra regione, posta
in zona pi fredda, ignora. [...].
La rivoluzione scientifica da Copernico a Newton, a cura di Paolo
Rossi, Loescher, Torino, 1973, pagine 151-152.
